Un evento importante o un piccolo fatto curioso. Un cambiamento che segna una svolta nella nostra vita o, più semplicemente, un evento cui abbiamo partecipato. Quattro momenti indimenticabili scelti tra i ricordi dei collaboratori di WheelDM.

Nella vita di tutti noi ci sono delle giornate indimenticabili. Possono essere legate ad avvenimenti importanti, a volte anche tristi e dolorosi.
Ma anche a momenti belli, piccole cose, cambiamenti che segnano una svolta, nuovi incontri o curiose avventure.
A volte a imprimersi nella memoria è un evento a cui abbiamo assistito e che ci ha entusiasmato o di cui riconosciamo il valore sociale.
L'emozione di veder nascere una sorella o un nipote; rimanere da soli su una piccola isola mentre arriva un temporale; partecipare a una bella manifestazione solidale nel proprio paese: sono gli episodi che i collaboratori di WheelDM hanno scelto di raccontare pescando tra i loro ricordi vicini e lontani.
Buona lettura!
Una giornata di solidarietà
Una giornata, delle tante, che ricordo in modo particolare è quella del 9 luglio 2024 quando c'è stato il primo evento “pilota”, per cui si sarebbe valutato se proseguire negli anni successivi, denominato “Voci Fragili”: una giornata di solidarietà, sensibilizzazione e inclusione tenutasi a Raveo in Carnia e organizzata da “An Bepo caffè”, Pro Loco Raveo, Coop. Sociale “Zero Limiti” e Comune di Raveo.
Era una bellissima giornata di sole. Verso le 9 di mattina hanno cominciato ad arrivare gli ospiti invitati per sensibilizzare gli spettatori: le squadre di “Zio Pino Baskin Udine” e “Baskin Tolmezzo” e un gruppo di ragazzi che proponevano il “sitting volley”, la pallavolo che si gioca da seduti a terra tra disabili e normodotati.
Mi sono recato con il mio assistente e sua figlia all’evento. Arrivato sul posto ho avuto il grande piacere di ritrovare ed essere ricevuto da amici della UILDM che non vedevo da un paio di anni, altri amici della Comunità di Rinascita di Tolmezzo che non vedevo da prima del covid, e molte persone di Raveo e della frazione Esemon di Sopra che avevo perso di vista.
Ho assistito con entusiasmo e grande interesse alla presentazione del baskin, sport che non sapevo esistesse, ma mi è piaciuto molto. Se non ricordo male c’era anche una delegazione della squadra di hockey in carrozzina dei “Friul Falcons” che però non ha potuto effettuare un'esibizione. Peccato, perché sarebbe stato molto bello vedere una partita per far conoscere questo sport ad un pubblico più ampio?Una volta finite le presentazioni e le partite degli sport, c’è stato il pranzo offerto agli ospiti e ai loro accompagnatori.

Nel pomeriggio, poi, nel teatro del Comune si sono svolti due spettacoli: il divertente ed esilarante “Catine Show”, seguito dal bellissimo a partecipato concerto di Alberto Bertoli.
Ho partecipato alla mattinata sportiva e poi alla festa serale, mi sono divertito e stancato. Ho rivisto amici che non vedevo da molto tempo e sono stato contento di ciò. Se proprio devo trovare una pecca, è stata la mancanza di un “rifugio” dal cocente sole? Un gazebo o degli ombrelloni avrebbero potuto essere d’aiuto.
Quest’anno, a causa di altri impegni, non ho potuto partecipare, ma mi è stato detto che la seconda edizione è andata bene, ancor meglio dell’anno scorso.
Il prossimo anno spero che l’evento venga riproposto, con la speranza che sia ancora più bello e più seguito.
Patrick Ariis
Vent'anni fa
La mia giornata indimenticabile risale a 20 anni fa. È un giorno che raccoglie in sé nove mesi di curiosità e magia.
Si realizza quando io e la mamma siamo andate in ospedale a conoscere mio nipote. Ho visto un “bruchetto” con una folta chioma in una culletta di plexiglas trasparente, con coniglietti serigrafati, che dormiva pacioso con la boccuccia semiaperta e che si sarebbe chiamato Xavier.
Aveva una tutina a righe che credo sua mamma abbia conservato. Non so perché, appena l’ho visto gli ho dato subito del “bruchetto”?
Ho vissuto molte giornate importanti e uniche, lui però mi ha rapito. Forse perché c’era molta attesa riguardo al contenuto del pancione.

Pieno di capelli, piccolo, delicato, avevo paura a tenerlo in braccio e mi pento di non averlo fatto abbastanza, dato che ora non posso restringerlo.
Ora per guardarlo in faccia la mia cervicale si lamenta, perché si è allungato come un asparago. Quando è nato non voleva venire fuori, anche lui come suo papà ha subito una sorta di sfratto. Ora il “bruchetto” è uno stupendo macaone.
Silvia De Piero
Una giornata Azzurra
Un momento indimenticabile della mia vita è stata sicuramente la nascita di mia sorella. Avevo 13 anni ed ero a casa con i miei nonni. Pioveva, erano le sette di sera di sabato 3 marzo 2001 e stavo mangiando un piatto di tagliatelle aglio, olio e peperoncino. Hanno chiamato al telefono e ci hanno detto che era nata.
Sono rimasto a bocca aperta.
Il giorno dopo mi hanno portato in ospedale e, quando l'ho vista e ho potuto tenerla in braccio, l'emozione è stata grande. Anche perchè il suo nome lo avevo scelto io. Quando qualche mese prima mia mamma mi aveva detto di essere incinta, all'inizio mi ero arrabbiato, poi mi ero spaventato e alla fine mi sentivo contento. Era stata una girandola di emozioni. Non sapevo bene neanch'io come classificare i miei stati d'animo? Ma era una bellissima giornata. Ho guardato il cielo azzurro e ho pensato che avremo potuto chiamarla: Azzurra. L'ho detto a mia mamma ed è stato così.

Un'altra giornata che non posso dimenticare risale invece al 2002, quando ho conosciuto il mio compagno di classe Nakia Spizzo che ha cominciato ad insegnarmi come disegnare i personaggi manga. Io leggevo molti fumetti, ma di disegno non capivo niente. All'inizio l'ho fatto per curiosità, per fare qualche scarabocchio nelle ore buche o di religione. Lui disegnava tutto il giorno e io cercavo di imitarlo, facendomi dare qualche dritta. È andata avanti così tutto l'anno scolastico e anche gli altri anni delle superiori.
Era uno spirito libero, un'artista e mi ha trasmesso una passione, quella per il disegno e la pittura, che per me è diventata fondamentale. Purtroppo da allora ci siamo persi di vista. L'ho incontrato di sfuggita solo una volta, qualche anno fa. Ma non siamo più in contatto e mi dispiace.
Moreno Burelli
In mezzo al mare
Attingere alla memoria di una giornata indimenticabile!
Ci devo pensare un momento, non me ne viene una in particolare. Ci sono momenti di felicità, di allegria, di velata nostalgia per persone che non ci sono più. Ricordi d’infanzia sospesi nella memoria. Una giornata?
Sono seduta nella mia stanza, relax: la finestra sul giardino, libri, quadri, manifesti, ricordi di viaggi, il vecchio e lento pc e la stampante che da giorni mi dà buca, la bandiera della pace e tra due mesi è Natale…
Una foto sul muro tra il lago di Fusine e le Dolomiti innevate, un tramonto sul mare (chissà perché la gente fotografa sempre i tramonti!), ecco la mia giornata indimenticabile. Ti racconto.
Le piccole isole mi sono sempre piaciute, così, per alcuni anni sono state la meta della mie agognate ferie estive, anche se ora temo che, se tornassi, le troverei troppo cambiate nella loro identità.
Come ogni giorno Silverio, marinaio sui cargo d’inverno, guida turistica d’estate, accompagna i turisti con la piccola barca, in giro per la sua isola in spiagge e calette raggiungibili solo via mare.
Acqua color smeraldo, sabbia di piccoli sassi colorati, scogli a picco sul mare e fichi d’india. Sole, bagni, relax, pensieri leggeri. Silverio va e viene sbarcando i pochi fortunati che oggi hanno scelto questo piccolo angolo di paradiso, difficile da lasciare almeno per me. E infatti, all’ultima corsa per il porto: “Dai ancora un’oretta, posso?”
Ricordo l’espressione di quel vecchio uomo di mare e il motore della piccola barca che scompare dietro gli scogli con tutti a bordo. Rimango sola, avvolta nel silenzio della natura, una naufraga volontaria. L’ultimo bagno del tardo pomeriggio, io rana nel mare salato, delfino all’orizzonte che all’improvviso cambia colore.

I temporali sulle piccole isole sono diversi da tutti. L’avrei scoperto quel giorno. Lo vedi arrivare ed è già lì. Il mare cambia colore e si agita gonfiato dal vento, il cielo non è dove pensi, le nuvole le tocchi con le mani e la pioggia ha un rumore che non ho più sentito.
Mi ricordo di non aver avuto paura, piuttosto una strana euforia. Un abbraccio con la forza e la magia della natura. Stava ancora piovendo, ma il peggio era passato quando il rumore di un motore si avvicinò, alzai le braccia: “Sono qua”.
Salita sulla barca, fradicia e infreddolita, siamo arrivati in porto. Per tutto il tragitto Silverio disse poche parole, in fondo tutto era finito bene, avevo solo rischiato di rimanere isolata su un’isola!
E forse, per un po' lo ero stata...
Maurizia Totis