Tra i motori della Ferrari

Assieme a mio fratello, la mamma e la nonna, siamo stati invitati dal club della Ferrari di Pordenone a Maranello per vedere il museo e la fabbrica della Ferrari. Siamo partiti la mattina presto con il nostro furgone rigorosamente rosso, soprannominato, giusto per rimanere in tema, “Ferrarin”! Inoltre, giusto per sottolineare ancor di più la nostra passione per il marchio italiano, il Ferrarin ha lo stemma del cavallino rampante, regalato gentilmente proprio dal club qualche anno fa.

Dopo qualche ora di viaggio siamo arrivati davanti al museo che è davvero enorme. Al suo ingresso su un muro appesa una Formula Uno. Visitando il museo abbiamo visto moltissime auto: auto stradali, da corsa, prototipi e storiche, che hanno fatto la storia di questa grandissima casa automobilistica.

Ogni vettura esposta aveva dei pannelli esplicativi che elencavano i componenti, descrivevano molti dettagli e raccontavano la vita e le avventure di quelle auto.

Dopo un delizioso pranzo con specialità tipiche ed in ottima compagnia, abbiamo visitato la fabbrica, durante tutto il pomeriggio. Per la visita guidata, siamo stati suddivisi in due gruppi e accompagnati da una guida assieme a due ex dipendenti in pensione che ci hanno raccontato alcuni aneddoti. Una volta entrati nel perimetro della fabbrica ci hanno fatto vedere a distanza il capannone dove sistemano e restaurano le auto d'epoca. Visti gli ampi spazi per gli spostamenti vengono utilizzati degli autobus elettrici e accessibili.

Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere la linea di produzione delle vetture stradali seguendo un percorso prestabilito con tante fermate.

Le varie fermate servono per vedere le varie fasi produttive, dall’inizio alla fine, tra le quali il cosiddetto matrimonio, ovvero l’unione della carrozzeria e della meccanica prodotte nelle fasi precedenti. L'azienda era pulita e ordinata, ogni fase richiede precisione assoluta, giustificando la riservatezza sulla fase produttiva tramite il divieto di fare foto. La cura dell'ambiente, anche tramite zone verdi, e l’impiego femminile dimostra ulteriormente come Ferrari si posizioni al vertice ancor prima di gareggiare con le altre. Una cosa che mi ha colpito è che la Ferrari si costruisce i propri motori in autonomia senza bisogno di rivolgersi ad altre aziende. La mia attenzione è stata catturata poi dalla galleria del vento che, ci hanno spiegato, serve per le prove aerodinamiche.

Il giro si è concluso con una tappa nell'edificio dove sono custodite le auto da corsa dei clienti, denominate XX e FXX, e, al piano superiore, altre F1 appartenute ai campioni del passato ora di proprietà di facoltosi appassionati.

Dal terrazzo abbiamo infine potuto ammirare il magnifico circuito di Fiorano sul quale stavano facendo gli ultimi giri un paio di vetture, appunto dei clienti.

Ammirando dall’autobus il susseguirsi di curve della pista abbiamo così concluso la nostra meravigliosa esperienza a Maranello.