Da una baraccopoli ai tornei di scacchi, storia vera di un riscatto

SCHEDA DEL FILM

  • TITOLO ORIGINALE: Queen of Katwe
  • REGIA:  Mira Nair
  • INTERPRETI: Madina Nalwanga, David Oyelowo, Lupita Nyong’o, Martin Kabanza, Taryn “Kay” Kyaze, Ronald Ssemaganda
  • SCENEGGIATURA: William Wheeler
  • FOTOGRAFIA: Sean Bobbitt
  • MONTAGGIO: Barry Alexander Brown
  • SOGGETTO: Tim Crothers
  • MUSICHE: Alex Heffes
  • ANNO: 2016

In questo numero abbiamo l’articolo di Elia che ci racconta la storia del gioco degli scacchi che anche il cinema ha in molte occasioni omaggiato.  

Sono tanti, infatti, i film incentrati su scacchisti, partite di scacchi o che utilizzano il gioco degli scacchi come metafora. Uno dei più recenti è “Queen of Katwe” della regista indiana Mira Nair. É un film che narra la storia vera di Phiona Mutesi, nata e cresciuta in una baraccopoli, quella di Katwe, nella città Kampala in Uganda. 

Le condizioni di vita sono drammatiche. A tre anni Phiona perde il padre e una sorella e, per le difficoltà economiche della famiglia, a nove anni non sa ancora ne leggere ne scrivere e lascia la scuola e va a lavorare al mercato con la madre.  

Nella baraccopoli domina la miseria. È estremamente povera e deve aiutare sua madre ad accudire fratelli e sorelle. Comincia così a frequentare un centro di una organizzazione umanitaria che distribuisce pasti gratuiti e che, tra le attività organizzate, ha anche il gioco degli scacchi. A lei interessano i pasti, poter mangiare, ma si incuriosisce e avvicina a questo per lei misterioso gioco. Qui l’istruttore Robert Katende comprende il talento della ragazza, le insegna a giocare e la iscrive a diversi tornei.

Inizia così una carriera scacchista che la porta a rappresentare l’Uganda alle Olimpiadi di scacchi nel 2014 e 2016 e a diventare una delle più brave e forti scacchiste al mondo. 

Nel 2012 il giornalista Tim Crothers racconta la sua storia nel libro “La regina bambina”, nello stesso anno Walt Disney ne compra i diritti e realizza il film, che esce nel 2016. 

Il film, ottimamente girato, interpretato benissimo e con una bellissima fotografia, è la storia di un riscatto in un contesto estremamente duro e difficile. Un riscatto attraverso gli scacchi dove “un semplice pedone può diventare regina”.  

Il film tocca tematiche come la discriminazione tra persone di colore. Phiona è la più povera tra i poveri, la madre si rifiuta di risposarsi e questo la mette in cattiva luce agli occhi delle altre donne.  

La regista conosce bene la baraccopoli, la società ugandese, la città di Katwe, dato che ci vive da quasi trent’anni, e di conseguenza la sa mostrare e raccontare in tutta la sua durezza e veridicità. Sa e racconta di come tradizioni e credenze possano essere da ostacolo ad una reale emancipazione delle donne.  

Da segnalare anche la bellissima colonna sonora. Geniale l’idea, nei titoli di coda, di affiancare gli interpreti con i personaggi reali della storia. Così possiamo vedere inquadrata Madina Nalwanga, che interpreta Phiona, raggiunta dalla vera Mutesi, David Oyelowo, raggiunto dal vero Robert Katende, l’istruttore, e via via tutti i personaggi con le informazioni di come stiano e cosa fanno. Un doveroso omaggio ai reali protagonisti della storia.  

Gli interpreti sono tutti ragazzi e ragazze del posto con due vere e proprie star: David Oyelowo, protagonista di molti film di successo, e Lupita Nyong', che interpreta la mamma di Phiona, (pluripremiata attrice, ha avuto anche il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel ruolo di schiava in “12 anni schiavo”). 

Mutesi ha partecipato a molte anteprime del film ed ha sempre detto: "Penso che il film sia al 90% un ritratto di me, a parte questo non volevo certe scene di danza, perché non mi piace ballare".