Una favola sul tempo che scorre e l’incapacità di viverlo

SCHEDA DEL FILM

  • TITOLO ORIGINALE: Era ora
  • REGIA: Alessandro Aronadio
  • INTERPRETI: Edoardo Leo, Barbara Ronchi, Mario Sgueglia, Francesca Cavallin, Raz Degan, Valentina Pastore, Massimo Wertmüller
  • SCENEGGIATURA: Alessandro Aronadio, Renato Sannio
  • FOTOGRAFIA: Roberto Forza
  • MONTAGGIO: Roberto Di Tanna
  • MUSICHE: Santi Pulvirenti
  • ANNO: 2022

Dante lavora e tanto. Troppo. È totalmente immerso nei suoi progetti, contratti, bilanci. Vive con la compagna Alice che vorrebbe, desidera, costruire una famiglia, ma Dante è sempre preso dai suoi impegni.

È il giorno del suo compleanno, Alice organizza una festa con amici, ma Dante è, come sempre, in ritardo. Deve firmare un contratto… ora deve passare dal padre… rimane imbottigliato nel traffico… Alice chiama, aspetta, ha pazienza ma quando Dante arrives è notte. Non ci sarà nessuna festa con gli amici. Dante è stanco va a dormire.

Il giorno dopo quando si sveglia, scopre che è inspiegabilmente passato un anno. Trova Alice incinta. Che succede? pensa a uno scherzo, forse sogna, ma ben presto capisce che è tutto reale. Capisce che ogni volta che si addormenta, quando si sveglia è passato un anno. E cosa per lui angosciante è che passa un anno della sua vita, ma non vive quei giorni. Non sa, non ricorda nulla.

Deve ogni volta scoprire cosa è successo nel frattempo.

Si addormenta e scopre che è nata una figlia. Non sa neppure come si chiama… Si addormenta e la figlia ha un anno… quando si risveglia scopre che il matrimonio è in crisi… ora la figlia ha cinque anni… Altro sbalzo, torna a casa dal lavoro ma in cucina non c’è Alice, ma la sua segretaria, stanno insieme da sei mesi, ma lui non lo sa. Altro risveglio e ad aprire la porta è il nuovo compagno di Alice. Dante ora ha i baffi, ora la barba. Sul lavoro scopre di essere diventato il direttore, ma non può gustarsi il successo perché non ha per nulla vissuto il percorso e la soddisfazione per diventarlo.

Il nuovo compagno di Alice è uno che fa meditazione e sarà una frase del Dalai Lama che gli riporta a far pensare e riflettere Dante “Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani…”.

Dante porta la figlia al parco. La bambina vorrebbe facesse solo una cosa: il papà. Qui Dante comincia a capire che in realtà la vita va avanti anche senza di lui. Lui così preso da se stesso da non accorgersi, non vedere quello che gli accade intorno. Vede soprattutto che Alice pian piano cambia, che la figlia cresce ma non sa nulla di lei, mentre lui è sempre lo stesso perché è bloccato mentalmente al giorno del suo 40esimo compleanno.

Ora Dante capisce. Il problema non è il tempo, gli anni che passano, ma il modo in cui li vivi. Scopre che l’importante è il presente, è il qui ora. La gioia di una favola letta alla figlia…

Si risveglia e chiude con la segretaria. Si risveglia e si ritrova in cucina con Alice e la figlia. Annuncia che si è appena preso tutte le ferie arretrate e che passerà tutto il tempo con loro.

È il suo quarantesimo compleanno, ma questa volta è un altro Dante, un Dante che il presente lo vuole vivere e gustare.

Il film è una favola sulla frenesia della vita. I due protagonisti sono credibili e bravissimi nel dar vita ai due personaggi. Lei, Barbara Ronchi, interpreta una donna consapevole che tutto vada vissuto, ogni attimo, che potrebbe essere irripetibile; lui, Edoardo Leo, invece, interpreta un Dante incapace di vivere il presente. Entrambi ben diretti da Alessandro Aronadio. Anche gli stacchi, da un anno all’altro sono ben congegnati, a volte improvvisi, proprio per accrescere l’angoscia e la sorpresa non solo del protagonista, ma anche dello spettatore.

Un film che si muove bene tra dramma e commedia. Da vedere assolutamente.