Viaggio tra i più importanti gruppi e solisti italiani e stranieri

Foto di Amos Amaranti, Wikimedia Commons
Era il 1961 quando il tastierista Beppe Carletti, insieme al batterista Leonardo Manfredini e ai due chitarristi Antonio Camperi e Remo Gelati, diede vita al complesso I Monelli.
Sempre in quell’anno Beppe Carletti conobbe il cantante Augusto Daolio che venne da subito inserito nella formazione e da quel momento il complesso iniziò a chiamarsi I Nomadi, nome che nasce dall’idea di essere sempre in viaggio e dal desiderio di suonare ovunque.
Dopo qualche anno di esibizioni nelle balere, nel 1965, i Nomadi pubblicarono il loro primo singolo contenente “Donna, la prima donna” (con il testo scritto da Mogol) e nel 1966 riscuotono il loro primo successo con la canzone “Come potete giudicare”, grazie alla collaborazione con un allora sconosciuto Francesco Guccini.
Gli anni ‘70 e’80 sono quelli del travolgente successo, in cui continuano a sfornare un album dopo l’altro e tra i più famosi, nel 1972, “Io vagabondo”, che diventò la canzone simbolo della band e un inno per diverse generazioni.
Il 1992 fu un anno tragico per I Nomadi, la band perse due membri, morti in tragiche circostanze, il bassista Dante Pergreffi e Augusto Daolio (aveva solo 45 anni).
Molti ritenevano ormai chiusa l’esperienza dei Nomadi, ma Beppe Carletti, l’ultimo membro fondatore rimasto, decise di proseguire, dando una nuova vita al gruppo e così l’anno successivo si aggiunsero due nuovi cantanti.
Nel 2023 i nomadi hanno festeggiato i 60 anni di musica.

Foto di MITO SettembreMusica, Wikimedia Commons
Curiosita'
Nel 1966 I Nomadi incidono la canzone scritta da Guccini “Dio è morto”. Si tratta di un testo di protesta, ispirato a un poema del poeta statunitense Allen Gisnberg, che coglie appieno il clima della contestazione giovanile che nasceva in quegli anni e rivendicava la necessità di un radicale cambiamento della società. Pur non contenendo elementi contro la religione, la canzone fu censurata dalla RAI, che la riteneva blasfema. Al contrario la Radio vaticana, che ne comprese il senso, la mandò in onda.
Augusto Daolio, storico e amatissimo frontman dei Nomadi, non era solo un cantante dalla voce inconfondibile, ma anche un pittore e scultore di talento.
I Nomadi hanno da sempre unito la musica alla solidarietà, organizzando concerti di beneficenza e viaggi umanitari.
La mia classifica personale delle migliori canzoni dei Nomadi:
- Aironi neri
- Un pugno di sabbia
- C’è un re
- Dio è morto
- Io vagabondo