Per oltre dieci anni ho lavorato nella segreteria di due scuole. Poi le cose sono cambiate e non ho più potuto continuare. Perchè non posso fare qualcosa da casa?


Scuola primaria "Vittorino da Feltre" di Ronchi dei Legionari

Nel 1998, dopo aver terminato l'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali ex “R.M. Cossar” di Monfalcone e preso il diploma di analista contabile, è iniziato il mio percorso con l'inserimento lavorativo. A settembre dello stesso anno mi contatta la responsabile del S.I.L. (Servizio Inserimento Lavorativo) gestito dal C.I.S.I. (Consorzio Isontino Servizi Integrati), prima per un incontro a domicilio assieme all'assistente sociale di riferimento, poi per un colloquio sul posto di lavoro accompagnato da mia mamma. Il 2 novembre inizia la mia prima occupazione che è nella segreteria della Direzione didattica della scuola elementare “Vittorino da Feltre” di Ronchi dei Legionari.

I miei compiti sono mansioni d'ufficio. L'anno successivo, a seguito di una riforma scolastica, la scuola viene assorbita nell’Istituito comprensivo il “Leonardo da Vinci”. I primi due mesi sono stati in prova non retribuiti, in seguito ho iniziato a percepire una borsa lavoro prima “TFS” (Tirocinio di formazione in situazione: è un percorso propedeutico alla formazione e all’integrazione lavorativa) e poi “ILSA” (Inserimento lavorativo socio assistenziale) e “ISL” (Inserimenti socio lavorativo).

Nel 2010, dopo ben 12 anni, a seguito di una riorganizzazione del lavoro e del fatto che mi avevano spostato in una stanza con un clima poco adeguato ai miei problemi, ho lasciato a malincuore quel posto, ma mi è stato fatto capire dalle responsabili che, non avendo le competenze e con i miei problemi fisici, non potevo pretendere di meglio. Questa potevano risparmiarsela.

Successivamente sono andato a Monfalcone, alla scuola media “Ezio Giacich” e alla scuola elementare “Nazario Sauro” sempre dell'Istituito comprensivo “Ezio Giacich”, a lavorare nella bidelleria con la mansione di telefonista. Lì la situazione ambientale è un po' migliorata, ma non del tutto. Poi con il tempo ho dovuto terminare il mio percorso di inserimento lavorativo a causa di alcuni problemi di salute. Posso dire che l'inserimento lavorativo avrebbe potuto essere migliore, nonostante quello che mi è capitato.

E anche se ora la mia disabilità mi impedisce di occupare un posto di lavoro vero e proprio, potrei comunque essere impegnato da casa, come altre persone disabili che si sono trovate, si trovano e si troveranno in certe situazioni.

LA SCHEDA

Lavoro e disabilità Cosa dice la legge e cosa dicono i numeri in Friuli Venezia Giulia

In base alla legge n.68 del 1999, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori disabili secondo i seguenti criteri:

  • 7% dei lavoratori se il datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti;
  • due lavoratori se il datore di lavoro occupa da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore se il datore di lavoro occupa da 15 a 35 dipendenti.

Per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti l'obbligo di avere alle proprie dipendenze persone disabili insorge esclusivamente in caso di nuove assunzioni. Anche i datori di lavoro non soggetti all'obbligo o con obbligo già assolto possono assumere secondo le modalità d'intervento del collocamento mirato.

Incentivi

Per favorire l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità alle imprese vengono anche offerti degli incentivi. Gli incentivi sono rivolti ai datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato, a seguito di stipula di convenzioni, di lavoratori disabili iscritti nell'apposito elenco previsto dalla legge n.68 del 1999. L'ammontare massimo di tali incentivi è pari al: - 60 per cento del costo salariale annuo lordo, qualora il disabile assunto abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento ovvero un handicap intellettivo e psichico indipendentemente dalla percentuale di invalidità. - 25 per cento del costo salariale annuo lordo, qualora il disabile assunto abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79 per cento.

Il lavoro che non c'è

I disabili iscritti alle liste per il collocamento obbligatorio al 31 dicembre 2013 (l'ultimo dato che siamo riusciti a reperire), in Friuli Venezia Giulia erano 8.397. Gli avviamenti al lavoro, in tutte le forme possibili, nello stesso anno sono stati appena 664. Circa l'8 per cento. Nello stesso periodo, inoltre, c'è stata la risoluzione di 240 rapporti di lavoro che coinvolgevano persone con disabilità. Le sanzioni per mancato rispetto degli obblighi di assunzione sono state 2 (Fonte: Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili". Anni 2012–2013).